25.. 25.. 25.. 25.. 25.. 25..
breve storia di un anniversario
A questo punto, trascorso un quarto di secolo, non si sa più bene cosa sia stato fattuale e cosa leggenda. Perché molte vicende si confondono nella memoria ed altre sfumano nella senescenza dei protagonisti. Di sicuro eravamo a Paderno Dugnano e frequentavamo ambienti che si definivano di sinistra o alternativi e comunque variamente impegnati politicamente e socialmente: aperti ad altri mondi e critici verso le nostre realtà. Erano tempi anche più liberi, nel senso che economicamente si stava meglio, di prima e di adesso, e si trovava il tempo per pensare anche al benessere proprio e degli altri.
Stare bene per vivere bene. Come diritto, non come concessione.
E se vivere bene comporta attenzione e cura per il cibo e la natura che il sostentamento umano fornisce, ebbene occupiamoci anche del cibo e di tutto il vasto e complesso mondo connesso.
Quali sono i momenti belli della vita? Spesso quelli trascorsi a tavola in buona compagnia e confortati dal buon cibo e dal buon vino.
Si sa: é attorno alla tavola etc. etc.: lo slogan adottato fin da subito da "Scarpetta".
Erano anche tempi in cui "Slow food" e L. Veronelli e tante iniziative sparse di Cooperative Agricole e Circoli A.R.C.I suggerivano maggiore attenzione e consapevolezza su quanto mettevamo in tavola, sulle nostre tradizioni agricole ed alimentari, sulle pratiche di allevamento, coltivazione, trasformazione e conservazione degli alimenti, sulle specialità locali le più disparate degne di essere assaggiate, sostenute e conservate... Insomma: era tempo di accompagnare alla cultura generale, quella particolare del mangiare e del bere.
Forse fu in quel brodo di coltura che nacque "Scarpetta".







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